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Architettura e curiosità storiche

Architettura

La villa stile Impero voluta all’inizio del XIX secolo dal Marchese Agostino Lascaris si presenta con la facciata principale, rivolta a ovest a guardare il Monviso e la Valle di Susa, decorata a lesene per restituire un senso di leggerezza e verticalità.

Parva domus, magna quies”, piccola casa, grande quiete: queste parole si possono leggere sopra l’entrata  esterna della Sala del Biliardo e rappresentano il principio che ispirò Agostino Lascaris nel costruire la villa. 

I resti della torre del primo castello, un infernòt, le ghiacciaie e la galleria seicentesca nota come la Galleria Maria Bricca rimangono a ricordare la storia più antica di Villa Lascaris.

Le sale auliche di Villa Lascaris, decorate di pregevoli affreschi, sono testimonianza del gusto per il bello che ha guidato il Marchese nella costruzione della casa. Nel vestibolo sul quale si aprono da un lato l’allora sala da ballo  (ora Sala degli Affreschi) e la sala da pranzo (ora conosciuta come Sala Pellegrino),  fregi a trompe l’oeil, busti e stemmi nobiliari accolgono i visitatori. 

Nell’androne, che un tempo permetteva il passaggio delle carrozze dal parco alla corte interna, sono presenti alcune opere scultoree: il busto e lo stemma di Agostino Lascaris e quello di Luigi Fransoni, che fu arcivescovo di Torino nella prima metà dell’Ottocento, a opera di Giovanni Calvetti; la lapide che ricorda il lascito della Villa ai vescovi di Torino; un bassorilievo dell’arcivescovo Michele Pellegrino, memoria della sua volontà di trasformare la stessa villa da residenza estiva dei vescovi di Torino in casa di spiritualità, a servizio dell’intera diocesi. 

Maria Bricca e la galleria

1706: la notte tra il 29 e il 30 agosto, Pietro Micca perde la vita per impedire all’esercito francese di penetrare a Torino attraverso i sotterranei della Cittadella. 

Una settimana dopo, nella notte tra il 5 e 6 settembre, una giovane popolana di Pianezza si rivela altrettanto fondamentale alla vittoria dell’esercito piemontese sui francesi. 

Siamo al tempo della guerra di successione spagnola (1701 – 1714), e il Piemonte è caduto nuovamente sotto il dominio francese. 

Vittorio Amedeo II di Savoia, detto la Volpe Savoiarda, combatte insieme a Eugenio di Savoia – Carignano,  conte di Soisson, a fianco dell’Austria asburgica contro l’asse franco spagnolo. Torino è sotto assedio da oltre cento giorni. 

Maria Bricca, detta Bricassa,  una giovane di Pianezza che, come la gran parte dei piemontesi dell’epoca ha sviluppato una forte avversione verso gli invasori d’oltralpe, conosce bene il castello e tutti i suoi passaggi. Non è chiaro se fosse la figlia della cuoca della villa, la cuoca stessa o, semplicemente, una contadina che nel corso della sua vita ha avuto modo di entrare e uscire più volte dall’edificio. 

ll castello è stato occupato, giorni prima, da un convoglio francese che trasporta munizioni e rifornimenti agli assedianti. Maria Bricca, la notte tra il 5 e il 6 settembre, conduce l’esercito piemontese guidato da Leopoldo I di Anhald – Dessau, al comando di un gruppo di Granatieri di Brandeburgo e di soldati sabaudi, attraverso una galleria sotterranea fino al salone. I francesi, ubriachi e stanchi, stanno dormendo. Molti soldati invasori vengono uccisi, molti sono fatti prigionieri. Gli assedianti francesi, privati di rifornimenti, si arrendono ai sabaudi il giorno dopo l’azione di Maria Bricca e di Leopoldo I, il 7 settembre 1706.

A ricordare gli eventi di quella notte, a Villa Lascaris rimane la Galleria Maria Bricca, che corre lungo il doppio muro, rinforzato da una volta a botte che sostiene il terrapieno del parco. Una galleria lunga 92,30 metri, oggi visitabile solo in alcune giornate, dotata di grandi aperture che guardano a ovest e che consentono di osservare l’arco delle Alpi e la vicina Pieve di San Pietro da un punto di vista insolito e suggestivo.

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