Fiori per il tempo di Quaresima 2017

Proposta dell’Ufficio Liturgico della diocesi di Torino

Realizzazione Fraternità s. Massimo

«Così parla il Signore: ecco, faccio una cosa nuova: proprio ora germoglia, non ve ne accorgete? Aprirò anche nel deserto una strada, immetterò fiumi nella steppa. Mi glorificheranno le bestie selvatiche, sciacalli e struzzi, perché avrò fornito acqua al deserto, fiumi alla steppa, per dissetare il mio popolo, il mio eletto. Il popolo che io ho plasmato per me celebrerà le mie lodi.»

                                                                   Is 43,19-21

Le letture quaresimali dell’anno A sono una grande catechesi battesimale, perché sono riprese da quelle che nella tradizione antica accompagnavano i catecumeni verso la celebrazione dei sacramenti dell’Iniziazione Cristiana nella Veglia di Pasqua.

Anche oggi la Chiesa vive la gioia di accompagnare ogni anno dei catecumeni adulti al Battesimo e come allora, la quaresima è tempo privilegiato di preparazione intensa e profonda all’incontro con Cristo nel suo mistero di salvezza.

Le comunità che accompagnano un catecumeno vivranno in modo speciale la 3ª, 4ª e 5ª domenica, con la celebrazione degli “scrutini” ma anche tutte le altre assemblee domenicali saranno chiamate a vivere nei segni dell’acqua, della luce e della vita, quelle tre domeniche, segnate dai vangeli di Giovanni che narrano rispettivamente dell’incontro di Gesù con la Samaritana, con il cieco, con Lazzaro.

La composizione richiama visivamente questo cammino: i tre alti vasi di vetro sono un chiaro richiamo alla Trinità nel cui nome i cristiani sono battezzati; essi contengono al loro interno un po’ di sabbia bianca per esprimere quella sete, la nostra, che le cose da sole non riescono a placare. Soltanto a Pasqua la sabbia lascerà il posto all’acqua, segno del “dono di Dio, dell’acqua che zampilla per la vita eterna” (cf Gv 4,10,14)

Accanto ai vasi, qualche pietra spaccata a vivo completa l’immagine del deserto accentuandone il senso di asprezza.

Il lungo tronco di vita, quasi un “tau”, allunga il nostro sguardo sulla passione, e porta il nostro pensiero al dono che Gesù volle fare di sé sulla croce, rendendolo perenne nell’Eucaristia.

I fiori, pochi, trovano posto accanto ai vasi che devono restare spogli per trasmettere il loro messaggio senza equivoci: saranno composizioni sobrie da variare di settimana in settimana a seconda dei testi. Un segno di vita posto accanto alla sabbia e alle pietre perché non ci dimentichiamo che la Quaresima ha senso unicamente in rapporto alla Pasqua, come questa a sua volta non si esaurisce nella Domenica di Risurrezione, ma si estende fino all’Ascensione e a Pentecoste.

 

I testi biblici della Iª domenica ci portano a percorrere con Gesù la via del deserto, affrontando con lui le tentazioni che, se superate, convertiranno il nostro cuore.

Lasciando gli iris al loro posto, aggiungiamo i vasi di vetro contenenti la sabbia che, come detto sopra, esprime quella sete che le cose da sole non riescono a placare.

 

 

Nella IIª domenica di quaresima ci viene proposto il racconto della Trasfigurazione.

Fiori bianchi richiamano il contesto di luce in cui avvenne la Trasfigurazione: “una nube luminosa li coprì con la sua ombra”. Luce e ombra. «Siamo di fronte all’indicibile, perché la Presenza di Dio, del Dio che nessuno ha mai visto, rivela e nello stesso tempo nasconde: e la Shekinah, la dimora di Dio, che mentre illumina fa ombra, Presenza che si sperimenta ma che resta sempre elusiva».  (Enzo Bianchi)

 

Il tema principale nella liturgia di questa  IIIª domenica di quaresima è l’acqua. Nella
composizione, saranno alcune piantine di papiro a parlare dell’acqua.

«Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: “Dammi da bere”, tu avresti chiesto a lui ed egli ti avrebbe dati acqua viva».   (Gv 4,10)

“La donna ha sete, Gesù ha sete ma, in realtà, chi dà da bere all’altro? C’è una sete di acqua di Gesù e della donna, resa più impellente dal caldo, ma c’è pure un’altra sete che lentamente emerge… Gesù sa che c’è una sete più profonda. Gesù sa anche che questa donna ha cercato di placare la sua sete attraverso vie sbagliate: ha avuto diversi uomini, ha bevuto ogni sorta di acqua, vittima e artefice di amori sbagliati…” (Enzo Bianchi)

  “Chi berrà dell’acqua che io gli darò, non avrà più sete in eterno. Anzi, l’acqua che io gli darò diventerà in lui sorgete d’acqua che zampilla per la vita eterna” (Gv 4,14)

“Gesù le annuncia l’inaudito, l’umanamente impossibile: c’è un’acqua da lui donata la quale, anziché essere attinta dal pozzo, diventa fonte zampillante, acqua che sale dal profondo. Bere l’acqua da lui donata significa trovare in sé una sorgente interiore: quest’acqua è lo Spirito effuso da Gesù nei nostri cuori, Spirito che zampilla per la vita eterna, che nel cuore del credente diventa “maestro interiore”.   (Enzo Bianchi)

IVª domenica di quaresima
Nel cammino verso la Pasqua, dopo il tema dell’acqua viva che Gesù Cristo dona al credente in lui, la chiesa ci fa meditare sulla luce, o meglio, sull’illuminazione, azione compiuta da Gesù affinché noi vediamo e siamo strappati dalle tenebre.

 «Tu, credi nel Figlio dell’uomo?». Egli rispose: «E chi è, Signore, perché io creda in lui?». Gli disse Gesù: «Lo hai visto: è colui che parla con te». Ed egli disse: «Credo, Signore!».
Gv 9,35-38

 “O Dio, Padre della luce, tu vedi le profondità del nostro cuore:
non permettere che ci domini il potere delle tenebre,
ma apri i nostri cuori con la grazia del tuo Spirito,
perché vediamo colui che hai mandato a illuminare il mondo,
e crediamo in lui solo, Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore.
Colletta della messa della IV domenica di quaresima

Vª domenica di quaresima
La Pasqua è ormai vicina, e la chiesa ci invita a meditare sul grande segno della resurrezione di Lazzaro, profezia della resurrezione di Gesù.

«Lazzaro, il nostro amico, si è addormentato; ma io vado a svegliarlo»

                                                                                                                 Gv 9,11

«Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno. Credi questo?»  

                                                                                                                 Gv 9,25-26

L’amore, l’amicizia di Gesù vince la morte.

Se siamo capaci di mettere la nostra fede-fiducia in lui,
la pagina di Vangelo di questa V domenica ci rivela che non siamo soli e che anche nella morte egli sarà accanto a noi per abbracciarci nell’ora in cui varcheremo quella soglia oscura e per richiamarci definitivamente alla vita con il suo amore. Ecco il dono estremo fatto da Gesù a quanti si lasciano coinvolgere dalla sua vita: la morte non ha

l’ultima parola, e chiunque aderisce a lui, lo ama e si lascia da lui amare, non morirà in eterno! Canta Gregorio di Nazianzo: “Signore Gesù, sulla tua parola tre morti hanno visto la luce: la figlia di Giairo, il figlio della vedova di Nain e Lazzaro uscito dal sepolcro alla tua voce. Fa’ che io sia il quarto!”.
(Enzo Bianchi)

Domenica delle Palme e della Passione del Signore

“La liturgia di questa domenica della Passione del Signore, detta anche delle Palme, prevede la lettura del racconto della passione secondo Matteo. L’evangelista non ci consegna innanzitutto una “cronaca”, ma ci fornisce l’interpretazione, scaturita dalla fede della chiesa, di quei fatti che hanno costituito la fine della vita di Gesù il Cristo. Il vangelo è scritto da chi confessa la resurrezione di Gesù e dunque legge gli eventi antecedenti nella luce di quell’evento che spiega, dà senso, illumina la passione e la morte. Per questo Matteo insiste sul “compimento delle Scritture”, ritmando il racconto con questo adagio: “come sta scritto…”, “ciò è avvenuto perché si compissero le Scritture…”. Leggendo la passione secondo Matteo assistiamo, come folla convocata, al processo di Gesù, nel quale si affrontano la volontà di Dio e quella degli uomini, in un dramma che è pasquale non solo per la sua collocazione temporale, ma anche per la sua dinamica.”

(Enzo Bianchi)

Pasqua!

 

“L’angelo disse alle donne: «Voi non abbiate paura! So che cercate Gesù, il crocifisso. Non è qui. È risorto, infatti, come aveva detto»

                                                                 Mt 28,5,6

 

 
“ Non c’è speranza senza paura, né paura senza speranza”

Questa Pasqua sia per tutti il giorno più bello per scoprire i mille significati della speranza e dell’amore.

Buona Pasqua!

Fraternità s. Massimo