Architettura

Villa Lascaris è caratterizzata da interessanti particolarità architetturali.

La facciata principale della Villa rivolta a ovest, semplice ed elegante, è scandita da lesene che le danno un garbato senso di verticalità.

La facciata di Villa Lascaris
La facciata di Villa Lascaris

Sulla facciata prospiciente il Parco, il Marchese fece comporre la scritta “ parva 
domus, magna quies” : “una piccola casa, una grande quiete”.
Al piano superiore, ai lati del corpo centrale, le balaustre delle due balconate reggono pregevoli statuette rappresentanti le “Arti e le Virtù”, provenienti dalla balaustra dello scalone del vecchio Castello.

L’Androne, che anticamente permetteva il passaggio delle carrozze al cortiletto, ha sulle pareti il busto e lo Stemma di Agostino Lascaris e di Monsignor Franzoni, opere di Giovanni Calvetti, e la Lapide che ricorda il generoso lascito della Villa ai Vescovi di Torino.
L’interno della costruzione gentilizia è formato da uno spazioso ingresso.

Attraverso l’ingresso si accede a numerose porzioni della Villa e precisamente

Il portone principale
Il portone principale
  • a sud alla Sala da Ballo attualmente Sala degli Affreschi e alla Sala del Biliardo attualmente Sala delle Colonne
  • a nord ad una Sala di disimpegno attualmente Cappella, alle scale che portavano all’appartamento del Marchese e alla Sala da Pranzo attualmente Sala Pellegrino.

Dall’ingresso padronale, che si affaccia sul parco, si accede ad un atrio affrescato a trompe l’oeil, per dare l’impressione di lastre regolari in marmo e frammenti di bassorilievi classici.

A destra dell’ingresso si apre la cosiddetta Sala degli Affreschi, già Salone da Ballo, le cui pareti presentano pregevoli dipinti a tempera di Luigi Baldassarre Reviglio, pittore attivo in Piemonte tra il 1809 e il 1835.
Oltre la Sala degli Affreschi si apre la Sala delle Colonne anticamente detta Sala del Biliardo.